di luisa il sab set 26, 2009 1:53 pm
Venerdì 25-09-09 a scuola ha avuto luogo l’incontro con l’inviato del Corriere della Sera, Carlo Vulpio che ha presentato due suoi libri, “Roba Nostra” e “La città delle nuvole”. Sono due denunce all’intera società. Un viaggio alla scoperta deludente e sconcertante del marcio annidato nelle alte sfere della politica, della magistratura e quindi della giustizia. Ascoltando le parole del giornalista, siamo stati improvvisamente trasportati nel turbine di quelle storie intrise di ingiustizia e assurdità. Storie di vita quotidiana trasformata radicalmente in una lotta continua per la sopravvivenza. Storie ricche di ipocrisie e controversie. Storie di magistrati forse troppo “solerti” limitati nella propria dignità da chi sfrutta la propria posizione sociale esclusivamente per guadagnare a discapito di molti. Lo stupore negativo che investe i nostri stati d’animo dopo aver sentito certe cose che accadono nella nostra società povera di vera essenza, è tanto e spinge a riflettere. Perché è triste pensare che i governanti del nostro stato intascano soldi stanziati dall’UE invece di investirli per le future generazioni. Ed è sconvolgente sapere che tanti bambini di Taranto si ammalano perché sono costretti a respirare ogni giorno l’aria avvelenata proveniente dai MOSTRUOSI stabilimenti industriali che incombono sulla città. Si prova amarezza quando si sa che il vento di Taranto è ricco di sostanze incredibilmente inquinanti e dai nomi inquietanti e impronunciabili che nel corso del tempo hanno danneggiato irrimediabilmente il territorio. Proprio il vento che di solito ricorda la libertà, per gli abitanti della città è solo una disgrazia quando spira da sud verso nord, contribuendo al trasporto di tutti i veleni che gli stabilimenti emettono nell’aria. Ma oggi pomeriggio a spirare tra noi era solo l’aria di cambiamento . Perché nei discorsi di questo giornalista c’era l’invito a “svegliarsi dallo stato di coma” (per usare le sue parole) “nel quale dorme la società”. Perché “tutto ciò che è Bene Comune ci appartiene e se non ce ne interessiamo facciamo un dispetto solo a noi stessi”. Perché il Bene Comune è appunto Roba Nostra.
Luisa